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alla 1° pagina..)(2° pagina) o altro ha di certo alle spalle un rapporto in qualche modo non risolto con i genitori.
Ci sembra apparentemente assurdo che un ragazzo si tolga la vita, o tenti di farlo, a causa magari di un brutto voto a scuola, ma si spiega meglio se pensiamo che quel voto è la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di quelli che sono i più comuni sentimenti che affliggono il depresso: sentimenti di colpa, di mancanza di autostima, convinzione di non meritare di essere amato, visione negativa e catastrofica degli eventi, delirio di rovina, percezione di non poter essere né capiti né aiutati e un progressivo ripiegamento su se stessi che crea una barriera insormontabile.I bambini con depressione possono sviluppare delle strategie per superare gli impegni quotidiani e le loro piccole responsabilità, ma hanno difficoltà a stare con gli altri, tendono ad isolarsi e soffrono per la scarsa stima che hanno di loro stessi.
Questi casi hanno spesso alcuni fili conduttori comuni: ragazzini "perfetti", che non hanno mai dato problemi, studiosi e ben integrati nei vari contesti di relazione. Poi, un giorno, qualcosa si rompe. Non possiamo generalizzare, ma si tratta spesso di bambini eccessivamente responsabilizzati, trattati come adulti, iperstimolati e che sentono sulle spalle un forte carico di aspettative e pressioni da parte dei genitori e dell'ambiente. Si sono costruiti un "falso sé", una facciata "compiacente" perfetta che però nasconde grandi vuoti e carenze. Una facciata troppo debole, che si incrina e porta a un disagio insostenibile.
I segni della depressione spesso includono: tristezza che non li lascia mai, mancanza di speranza, perdita di interesse nelle attività abitualmente piacevoli, cambiamenti nelle abitudini legate al cibo o al sonno, scarso rendimento scolastico o perdita di giorni di scuola, pensieri legati alla morte e al suicidio, il giovane si veste preferibilmente di nero, scrive poesie o racconti malinconici e di stampo intimista, sceglie una musica che racconti temi realistici od esistenziali, guarda tutta la notte la televisione perché ha disturbi del sonno, non riesce ad alzarsi al mattino per andare a scuola, dorme durante il giorno, ha poca motivazione ed energia, perde interesse nello studio, colleziona una o più bocciature, esce poco, rimane spesso chiuso ore nella sua stanza, ha pochi amici, esce poco solo di notte, perde appetito, si alimenta poco e male nelle ragazze possono apparire sintomi di anoressia o bulimia, pensa e parla spesso della morte e rimane colpito dal decesso di persone che conosce.
Tra i segni distintivi più frequenti, e spesso non decifrati dai genitori, c’è il dolore, quello che non migliora nonostante i trattamenti. Un bambino depresso usa in modo massiccio il canale somatico per esprimere il proprio disagio. Il dolore fisico, apparentemente senza spiegazioni, dunque, e' spesso una spia importante che deve spingere i genitori ad intervenire.
I bambini cominciano a presentare i primi segni della patologia, il piu' delle volte attraverso il dolore fisico, gia' al di sotto dei 10 anni. Psichiatri ed esperti riuniti a Roma per il IX Congresso della Societa' Italiana di Psicopatologia avvertono: la soglia d'eta' dell'insorgenza di questa malattia si sta abbassando in maniera preoccupante. La depressione infantile è ormai riconosciuta come entità ben definita nell'ambito della psicopatologia del bambino.
''Non esistono stime numeriche - ha sottolineato lo psichiatra Mauro Mauri dell'universita' di Pisa - poiche' e' solo negli ultimi anni che si sta focalizzando l'attenzione sul disturbo depressivo tra i bambini, mentre si stima che tra gli adolescenti la depressione colpisca il 15-17% dei ragazzi''. Negli Stati Uniti pero', ha affermato Mauri, si sta conducendo uno studio epidemiologico sulla diffusione della malattia mentale tra i bambini, ed i risultati sono attesi per il prossimo anno, mentre secondo alcune stime la depressione infantile e giovanile é un fenomeno largamente sottostimato e, sempre negli Stati Uniti, ne sarebbe affetto 1 bambino su 33, circa il 3% della popolazione infantile. Tuttavia, cio' che e' certo, sulla base dell'esperienza degli psichiatri, ha sottolineato l'esperto, e' che ''i primi sintomi della patologia depressiva si osservano, in vari casi, gia' al di sotto dei 10 anni di eta'''. Quanto alle ragioni per le quali i bambini sono oggi sempre piu' depressi, molto e' imputabile allo stile di vita. Oggi, ha sottolineato Mauri, ''i piu' piccoli sono molto piu' stimolati di prima: giocano di meno e da loro ci si aspetta troppo, caricandoli di impegni ed aspettative eccessivi. Aumentano dunque - ha affermato l'esperto - le condizioni di stress che facilitano l'insorgere del disturbo depressivo''.
Il piu' delle volte pero', avvertono gli esperti, la depressione non viene riconosciuta, e anche quando lo e' si pone un problema etico tutt'ora aperto: e' giusto curare i bambini con dei farmaci ? Ma c'e' anche un altro elemento da non trascurare: la diagnosi di depressione in un bambino, hanno concluso gli psichiatri, ''e' vissuta il piu' delle volte con un forte senso di colpa da parte dei genitori; ecco perche', spesso, si tende a non riconoscere tale patologia''.
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