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Di salute (del 29/09/2014 @ 12:16:14, in Lettera I, visto n. 58 volte)
L’ibogaina è un alcaloide molto pericoloso che deriva da una pianta (Tabernanthe iboga) dell’Africa centro-occidentale, usata dalle popolazioni locali durante riti sacrali e divinatori all'interno di culti sincretici. E' stata studiata e analizzata fuori del continente africano agli inizi del 1900 in Francia. A forti dosi è un allucinogeno, mentre a dosi basse è uno psicostimolante con impiego simile a quello del khat o delle foglie di coca. Non ci sono studi scientifici autorevoli. In Olanda la sperimentazione è stata interrotta a causa del decesso di tre pazienti arruolati senza che sia stato possibile individuarne la causa. Negli Usa rimane una sostanza illegale. Howard Lotsof, dopo averla provata per puro caso e uscendo senza sofferenza da anni e anni di dipendenza da ogni tipo di droga, cominciò seriamente a studiarla per offrire una soluzione concreta a tutti coloro i quali avessero voluto tornare a vivere dopo l'annientamento subìto a causa delle droghe, offrendo un'opportunità per ricominciare. Lotsof cercò di raccogliere finanziamenti da organizzazioni benefiche ma non arrivò ad ottenere nulla: a nessuno importava aiutare i tossicodipendenti. Nel 1987 creò una società senza scopo di lucro, la “NDA International”, riuscendo così a scuotere il mondo scientifico; ma non ottenendo la sperimentazione clinica Lotsof scoraggiato si trasferì a Panama dove potè avviare la terapia, chiedendo però cifre considerevoli. Nel 1993 la prof.ssa Mash, dell'Università di Miami al Dipartimento di Neurologia e Farmacologia Molecolare e Cellulare fu incaricata di portare avanti questa ricerca (l'unica sul territorio Statunitense). La dott.ssa Mash: "L'ibogaina, bloccando l'attività della dopamina (ritenuta responsabile del meccanismo di dipendenza dalle droghe) e agendo anche sull'umore generale elimina la depressione che accompagna la crisi d'astinenza". Il Governo federale non finanziò più il programma di ricerca e nel 1995 la prof.ssa Mash dovette abbandonare gli studi di ricerca per la morte sospetta di una giovane tossicodipendente olandese che durante il trattamento assunse una dose di eroina morendo per overdose, perché l'ibogaina annulla la tolleranza sviluppata verso la sostanza.
 
Di riccardo (del 25/09/2014 @ 17:37:31, in Lettera O, visto n. 143 volte)
Detto anche Epiploon, rappresenta ciascuna delle due ripiegature del peritoneo viscerale che vengono distinte in base alla loro ampiezza in grande omento o legamento gastro-colico, formazione sierosa quadrangolare che deriva dal mesogastrio e dal mesocolon che ricopre la massa intestinale e le formazioni vascolari e nervose nella maniera di un grembiule
e piccolo omento o legamento gastro-epatico ripiegatura peritoneale che dal fegato arriva allo stomaco e al duodeno inglobando coledoco, arteria epatica e vena porta.
Sul grande omento si accumula l'adipe, (grasso) che può svolgere blande funzioni di difesa per gli organi addominali.
 
Di dr.psico (del 15/07/2014 @ 17:22:10, in Lettera K, visto n. 1108 volte)
Farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) analgesico e antireumatico appartenente al gruppo dei derivati dell'acido propionico. Per la sua discreta tollerabilità è diffuso l’utilizzo nel trattamento dell’artrite reumatoide, dell’osteoartrite, della spondilite anchilosante e dell’ artrite acuta gottosa. Le sue caratteristiche ne fanno uno dei farmaci più impiegati nel trattamento di tutte le affezioni dolorose e infiammatorie
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 08/07/2014 @ 16:56:59, in Lettera G, visto n. 562 volte)
Anche detta, più semplicemente, sindrome di Tourette. È un disordine neurologico ad esordio infantile che si manifesta con movimenti involontari del corpo e facciali, gesti e atteggiamenti bizzarri come tic, scatti, smorfie, imprecazioni (coprolalia), comportamenti stravaganti, accompagnati da un pungente senso dell'umorismo. L'eziologia della malattia è multifattoriale, sono coinvolti sia fattori genetici che ambientali. Modelli neuroanatomici suggeriscono un'alterazione dei circuiti cortico-sottocorticali e un'attività alterata ed eccessiva del neurotrasmettitore eccitatorio dopamina. Le cause di questa sindrome, descritta dal medico francese George Gilles de La Tourette, non sono ancora del tutto chiare. C’è chi ritiene che esista una lesione organica: lo dimostrerebbe il fatto che i farmaci che bloccano i circuiti nervosi che utilizzano come trasmettitore la serotonina agiscono sulla ripetizione involontaria di gesti e parole. Ma si pensa anche che alla base della sindrome vi sia un disturbo psicologico di tipo ossessivo, generato da difficoltà nelle relazioni con gli altri, che porta a determinati rituali come gli sfoghi verbali. Uno su 2 mila La sindrome di Tourette, secondo alcune ricerche, interessa lo 0,05 per cento della popolazione. Con un rapporto femmina-maschio di 4 a 1. Nella metà dei casi si accompagna a disturbi ossessivo-compulsivi. E inizia nell’infanzia con tic singoli o multipli che tendono a peggiorare col tempo. In seguito possono comparire anche problemi sonori come brontolii, sospiri rumorosi, grida e colpi di tosse. Come detto in circa il 10% (ma secondo alcune statistiche anche il 50%) delle persone si presentano anche imprecazioni immotivate e l’uso di parole sconvenienti (coprolalia).

La terapia consiste nella somministrazione di farmaci a base di molecole quali l'aloperidolo, la clonidina, la clomipramina e gli SSRI, usati per ridurre i disturbi motori e quelli ossessivi.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 25/06/2014 @ 09:34:20, in Lettera I, visto n. 513 volte)
Condizione patologica in cui liquido sieroso si riversa nella cavità della membrana che riveste il testicolo.
Patologia frequente, si manifesta con un aumento di volume della parte interessata, senza dolori o altri disturbi finché la quantità di liquido non è tale da provocare con il suo peso una spiacevole sensazione di tensione o stiramento. Esiste anche un idrocele congenito, dovuto ad anomalie di formazione.
E'causato da eccessivo accumulo di liquido sterile dentro la tunica vaginale (così è chiamata la membrana che avvolge il testicolo); il liquido, prodotto normalmente per consentire lo scorrimento del testicolo, non riesce ad essere riassorbito e ristagna fra il testicolo e la tunica, provocando un rigonfiamento più o meno grande. L’idrocele è un disturbo abbastanza comune, tanto che si calcola che circa un maschio su 10 abbia un idrocele che tende a scomparire autonomamente entro il primo anno di vita. Non è causa di grandi problemi e non è una malattia preoccupante e spesso anche le cure risultano (se non si incorre in complicazioni) piuttosto semplici. Le cause dell’idrocele sono sconosciute; comunemente l’idrocele è congenito. In qualche caso, invece, si ipotizza che l’insorgenza dell’idrocele sia facilitata da un’ernia inguinale congenita, che permette il passaggio di una piccola parte di intestino nel canale intestinale e a volte nello scroto.

Il trattamento consiste nell'intervento chirurgico.
 
Di salute (del 10/06/2014 @ 11:22:15, in Lettera S, visto n. 271 volte)
Questo piano scorre attraverso il corpo dalla testa ai piedi e divide il corpo in parte destra e parte sinistra. Ogni piano parallelo a questo è conosciuto come piano sagittale. Il piano sagittale è un piano che decorre in senso antero-posteriore Al piano sagittale mediano si affiancano, con decorso parallelo, numerosi piani sagittali paramediani che decorrono rispettivamente a destra e a sinistra di esso; ciascuno di questi piani presenta due facce: una rivolta verso il piano mediano detta mediale o interna, quella opposta prende invece il nome di laterale o esterna. La superficie di un arto più vicina a questo piano è detta mediale, mentre quella più lontana è detta laterale
 
Di salute (del 10/06/2014 @ 11:18:09, in Lettera C, visto n. 194 volte)
Questo piano corre dalla testa ai piedi e divide il corpo in due parti, quella anteriore e quella posteriore. Piani coronali sono dei piani eretti nel corpo che sono parallele alla sutura coronale nel cranio. Fondamentalmente, un angolo retto rispetto al piano mediano. Questo piano coronale divide il corpo in disuguali settori anteriori e posteriori.
 
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