Esiste una quota non trascurabile di pazienti a cui non viene effettuata l’angioplastica per timore di complicazioni. “E’ il caso dei pazienti affetti da insufficienza renale, per i quali si ritiene che i rischi di questi interventi superino i benefici che ne trarrebbero, soprattutto a causa della cosiddetta nefropatia da mezzo di contrasto”. Così spiega il dottor Giancarlo Marenzi, responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica dell’IRCCS Centro Cardiologico Monzino di Milano. Infatti, sia per le indagini diagnostiche, sia per rivascolarizzare le coronarie con il famoso “palloncino” è necessario ricorrere a farmaci che rendano visibili radiologicamente le strutture vascolari, e questi mezzi di contrasto hanno appunto un effetto tossico sul rene, sempre da evitare ma a maggior ragione in persone già sofferenti.
Il problema è particolarmente sentito in cardiologia sia perché i ...(Continua) leggi la 2°pagina...

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