Ricerca: Cerca

Sezioni medicina


Pubblicità

Con anastrozolo meno recidive di tumore al seno

Keywords |

Gli 8 anni di follow up dello studio internazionale ATAC100 dimostrano che l’inibitore dell'aromatasi anastrozolo aumenta il tempo di sopravvivenza libera dal carcinoma della mammella.
“Con oltre 4.000 nuovi casi all'anno, il 10% del totale dei casi registrati nella Penisola, il Lazio è al secondo posto tra le Regioni del Centro-Sud per incidenza dei tumori al seno” - afferma il Prof. Giuseppe Naso, professore associato di Oncologia dell’Università "La Sapienza" di Roma.
Il carcinoma della mammella è, nel mondo, il tumore più frequente nel sesso femminile e nel 77% dei casi colpisce le donne con più di 50 anni di età. Si stima che 1 donna su 14 sia destinata ad ammalarsi nel corso della propria esistenza, con una mortalità di circa 11.000 pazienti l'anno.
In Italia, ogni anno, i nuovi casi diagnosticati sono circa 40.000, con un’incidenza nel Sud Italia inferiore del 30% rispetto a quella che si rileva al Nord e maggiore nelle aree urbane di tutta la penisola.
L’incremento di nuovi casi si accompagna, per fortuna, ad un costante aumento della sopravvivenza registrato in questi ultimi decenni: se nei primi anni '80 la sopravvivenza a 5 anni registrava punte del 73%, oggi l’81% delle donne vince il tumore.
Nonostante ciò la più forte preoccupazione delle donne che hanno subito un trattamento per un primo tumore al seno è che si presentino recidive della malattia a distanza di tempo. Sono proprio le recidive, infatti, le principali responsabili della malattia metastatica. "Le recidive dei tumori al seno mostrano un doppio picco di insorgenza.” - continua il Professore - Generalmente vi è una maggiore probabilità che si presentino nei primi due o tre anni e poi, dopo un certo periodo di latenza, verso i quattro-cinque anni dall'esordio del tumore primitivo”.
In effetti, considerato che le recidive sono associate ad un più elevato tasso di mortalità rispetto al tumore primitivo, prevenirle è la chiave per aumentare la possibilità di guarigione.
L’ormono-terapia rappresenta un’importante opzione terapeutica volta a prevenire eventuali recidive di malattia nelle pazienti a rischio: è stato infatti riscontrato che in circa l’80% dei tumori della mammella, le cellule neoplastiche dispongono di recettori estrogenici e sono pertanto sensibili all'ormono-terapia adiuvante.
L’inibitore della aromatasi anastrazolo ha dimostrato una superiore efficacia nel prevenire tutte le forme di recidiva rispetto a tamoxifene,fino a poco tempo fa considerato la terapia gold standard nel trattamento del tumore alla mammella.
Efficacia che si mantiene nel tempo, come dimostra lo studio ATAC, uno degli studi clinici più ampi e con il periodo di osservazione più lungo condotti su donne in post-menopausa con carcinoma mammario precoce.
"Anastrozolo ha dimostrato che la sua efficacia si mantiene a distanza di cento mesi con un effetto cosiddetto di “carry over” molto significativo,” - spiega il Prof. Naso – “poiché permane anche dopo quasi quattro anni dalla conclusione del trattamento”.
I nuovi dati provenienti dallo studio ATAC100, basati appunto su un'osservazione di oltre 8 anni consecutivi, confermano, infatti, per la prima volta, che anastrozolo nelle donne in post-menopausa con tumore primitivo ormono-sensibile riduce l'incidenza di recidive a distanza del 24% rispetto a tamoxifene.
"Tra gli inibitori dell'aromatasi, questo farmaco è a tutt'oggi il solo a presentarsi con un follow-up così lungo, il che ci permette di contare anche su un'elevata sicurezza a distanza di tempo.” - sostiene il Prof. Naso. - “Vi è anche da aggiungere che il significativo prolungamento del tempo libero da recidive potrebbe rappresentare un importante surrogato della sopravvivenza globale (over-all survival).
Infatti, in studi di chemioterapia con follow-up molto più lunghi, è stato osservato che ritardare l'insorgenza di recidive, sia locali che a distanza, si traduce in un vantaggio in termini di sopravvivenza globale.
Ecco perchè non dobbiamo tardare a sfruttare i vantaggi offerti da questo farmaco rispetto al tamoxifene ".
Anastrozolo è un inibitore dell’aromatasi per uso orale, utilizzato nel trattamento del carcinoma della mammella con recettori ormonali positivi delle donne in post-menopausa, che agisce riducendo il livello di estrogeni. L'importante studio clinico ATAC (anastrozolo, tamoxifene in monoterapia o in associazione) condotto su oltre 9.000 pazienti, ha dimostrato che nelle donne che iniziano il trattamento con anastrozolo e lo continuano per 5 anni il tasso di recidive e’ ridotto rispetto a tamoxifene anche dopo il termine della terapia. Infatti, nelle donne con tumore ormonosensibile, la differenza assoluta in termini di ricadute tra i due farmaci cresce dal 2.8% dopo 5 anni al 4.8% dopo 9 anni di osservazione.
Alle donne affette da patologia ormono-sensibile, anastrozolo offre anche altri benefici aggiuntivi rispetto a tamoxifene in termini di riduzione del rischio, tra cui una riduzione del 53% dell'insorgenza di carcinomi controlaterali dopo i 5 anni di terapia e una riduzione della mortalità per carcinoma mammario di circa il 10% sebbene quest’ultima non sia statisticamente significativa.
Complessivamente, i dati dello studio ATAC hanno, quindi, confermato che le donne con diagnosi di tumore al seno ormono-sensibile in fase iniziale, dovrebbero iniziare la terapia con anastrozolo come primo trattamento ormonale dopo l'intervento chirurgico. "Ad oggi, non vi sono dubbi che anastrozolo debba essere prescritto come terapia up-front.” - afferma il Prof. Naso - “Per le donne in post-menopausa, non vi è alcun motivo per ritardare l'assunzione di anastrozolo, anche perchè, come dimostra l'aggiornamento degli ultimi dati dell'ATAC100, prescritto dall'inizio questo farmaco riduce significativamente il rischio di tutte le recidive nelle donne con tumore primitivo ormono-sensibile".
Inoltre, un'analisi congiunta di tre studi clinici, la "switching meta analysis" (condotta su circa 4.000 donne in cui, dopo intervento chirurgico e trattamento iniziale con tamoxifene per 2-3 anni, la terapia è stata sostituita con anastrozolo) ha dimostrato che questi vantaggi si estendono anche alle donne che, dopo l'intervento chirurgico, siano già state curate per 2 anni con tamoxifene e successivamente abbiano potuto usufruire del trattamento con anastrozolo, con un miglioramento della sopravvivenza totale a 30 mesi pari al 29%.
Anastrozolo è l’unico inibitore dell’aromatasi ad aver ottenuto, nel mondo, sia l’indicazione per la terapia up-front che per il cambio di terapia dopo 2 anni di trattamento con tamoxifene (switch precoce): una nuova speranza alle donne che già assumevano tamoxifene per il trattamento di tumori al seno ormono-sensibili in stadio precoce.
Le pazienti a cui sia stato appena diagnosticato un tumore ormono-sensibile alla mammella, invece, secondo le più recenti evidenze, possono giovare fin dall'inizio di anastrozolo.
In futuro, accanto alla prevenzione e alla diagnosi precoce, la ricerca scientifica si prefigge di sperimentare e sviluppare farmaci sempre più innovativi che, unendo l’efficacia a un’elevata tollerabilità, consentano il controllo della malattia e dei sintomi sia in fase precoce che in fase avanzata, per periodi di tempo sempre più lunghi.

Bibliografia
1. ISS, Rep. Epidemiologia dei Tumori. I tumori al seno in Italia, http://www.tumori.net/it/conoscereitumori.php?page=mammella.
2. Bonadonna G., Medicina Oncologica, Masson 2003; 766.
3. National Institute for Clinical Excellence (NICE), Guidance on cancer services. Manual update (www.nice.org.uk).
4. Indicatore Istat, 5 2005.
5. Zanetti R, Russo S; Fatti e cifre dei tumori in Italia; Il Pensiero Scientifico; Roma 2003.
6. Forbes J, per conto del gruppo di studio ATAC. ATAC: 100 month median follow-up shows continued superior efficacy and no excess fracture risk for anastrozole compared with tamoxifen after treatment completion. Abstract n. 41. San Antonio Breast Cancer Symposium 2007.
7. Early Breast Cancer Trialists’ Lancet 2005; 365: 1687–1717.
8. ATAC Trialists' Group. Lancet Oncology 2006; 7 (8): 633-643..
9. Baum M. Breast Cancer Res Treat 2001; 69 (3): 210, Abstr 8.
10. ATAC Trialists' Group. Lancet 2005; 365 (9453): 60-62.
11. Jakesz R, Jonat W, Gnant M et al. Lancet 2005.
12. ATAC Trialists' Group. Lancet Oncology 2008;9(1):45-53

Studio ATAC
I risultati dello studio di confronto tra anastrozolo e tamoxifene per il trattamento dei tumori ormonosensibili in stadio precoce delle pazienti in postmenopausa, avevano già mostrato che anastrozolo è significativamente più efficace e meglio tollerato di tamoxifene e comporta numerosi vantaggi quali:
- minor rischio di tumore alla mammella controlaterale (- 53%);
- riduzione del rischio di recidiva a distanza (- 16%);
- minor rischio di morte da tumore al seno (- 13%);
- riduzione significativa del rischio di tumore dell'endometrio, di trombosi venose profonde e di ictus.

Bibliografia
ATAC Trialists' Group. Lancet 2005; 365 (9453): 60-62.
Early Breast Cancer Trialists’ Lancet 2005; 365: 1687–1717.
ATAC Trialists' Group. Lancet Oncology 2006; 7 (8): 633-643.

Anastrozolo è attualmente registrato in Italia nelle indicazioni:
Trattamento del carcinoma della mammella in fase avanzata in donne in postmenopausa.
L’efficacia non è stata dimostrata nelle pazienti con recettori per gli estrogeni negativi a meno che non avessero precedentemente avuto una risposta clinica positiva a tamoxifene.
Trattamento adiuvante degli stadi precoci del carcinoma invasivo della mammella con recettori ormonali positivi in donne in postmenopausa.
Trattamento adiuvante degli stadi precoci del carcinoma della mammella con recettori ormonali positivi in donne in postmenopausa, dopo 2 o 3 anni di terapia adiuvante con tamoxifene.

Condividi la notizia Condividi la notizia su Facebook Tieniti aggiornato tramite RSS Vota su Wikio Salva su OKNO Salva su Delicius Pubblica su Twitter Invia ad un amico My Web Yahoo

Nel Forum Leggi tutti

Omeopatia: utile o inutile? Dì la tua
Tu ti cureresti? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante